Raggio di lago è un insieme di poesie intime di Niccolò Parmigiani. Il libro scorre velocemente fra le descrizioni di attimi e personaggi: il tempo, i ricordi, le lacrime ricompaiono sovente. Un lessico aspro ma molto descrittivo e dei periodi brevi che generano spesso testi in salita, per poi stabilizzarsi alla fine.
C’è molta malinconia nei suoi versi, nel leggerlo sembra quasi di sentirlo sospirare.
I personaggi protagonisti sono molto variegati, Parmigiani posa il suo sguardo sul mondo e ne trae ispirazione: la neve, le notti, ma anche un toro per cui provare compassione, un’anima gemella da avere al fianco e un uomo contro cui provare rabbia.
Un libro che va riletto più di una volta per assaporare meglio tutto ciò che contiene.
Piccole storie che iniziano e finiscono, niente rimane in sospeso. Raggio di lago è adatto alla stagione fredda: da leggere davanti a un fuoco o almeno con un bicchiere di rosso che scaldi dentro. Il suo tono è così sommesso che sembra di avere ovatta nelle orecchie: non grida, anche quando è più arrabbiato. Non grida ma si fa sentire, e scivola veloce fra un “a capo” e l’altro; quando si arriva in fondo però si ha l’impressione di aver corso, e di dover tornare indietro a riprendere qualcosa. È per questo che va riletto, per soffermarsi di più e creare una diapositiva per ogni verso. Immaginare tutto.
Ecco: è lì che bisogna arrivare, fino a quel momento.
Alessia Vicinanza




















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