estate
14
11
2011
fermati, prima che sia lo stomaco ancora rigoglioso dell’ estate a importi circostanze nell’eco remoto ma già plausibile, ectoplasmatica presenza, di foglie che perdono aderenza verde.
fermati, anche se mancano fiori all’ appello e radici mai piantate e terra che avrebbe potuto tanto, non importa, fallo adesso .
fermati perché nel dischiudersi di variabili sta scadendo la stagione. non hai il tempo per non capire, lo avevi ieri, tra il disincanto e l’ ostinazione di aver trovato, quando contava solo il rosso declinato in ogni sua possibilità.
fermati su erba macchiata di inchiostro e scarti di tempo, tra improbabili vertigini, dove lottano sogno e baratro o nel mezzo di un sogno fratturato. scegli il luogo ma non danzare con istanti preziosi, scegli il luogo e fermati. ora.
fermati e non fare che sia solo colpa dell’ estate.
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« 6.30
Nostra Signora dell’Amore »
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