
Ero famoso, e chissà per quanto tempo lo sarò ancora. Ero un personaggio pubblico, e mi piace pensarlo. Nella vita ho avuto tutto, ho lavorato, ho avuto fortuna. Mi sono divertito.
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Ero solo. E solo me ne sono andato. Mi hanno trovato un freddo mattino di dicembre dopo che il proprietario della casa in cui vivevo ha sporto denuncia nei miei confronti perchè non mi gli aprivo la porta. Voleva riscuotere l’affitto mensile.
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Tanti amici, feste, progetti. Mi bastava sorridere, usare le mie doti migliori..un po’ di ingegno..
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Godevo di tutta la libertà del mondo. Se volevo fare una cosa, la facevo e basta, non dovevo chiedere il permesso a nessuno. Però..quel giorno..come avrei voluto festeggiare..
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Mio padre viveva di nobile stirpe, mia madre una ricca ereditiera. Mi hanno fatto studiare.
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Mio padre era un ombrellaio, riparava ombrelli sostituendo bacchette rotte e manici spezzati, eseguiva anche rattoppi alla stoffa. Lo chiamavano conzapiatterutte. Mia madre ha conosciuto molti mestieri. E forse anche molti uomini. Ma ha saputo amare mio padre. Io ho cominciato come banditore all’età di 12 anni. E poi mi sono sempre saputo arrangiare. Le mie mani, quante rughe.
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In questo giorno di nostalgia della vita mi ritrovo solo in una stanza buia, malinconica. Non vedo nessuno. Tremo. Ho paura.
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Quando ho deciso di andarmene non ho pensato a nessuno. Non sapevo a chi regalare il mio banco da lavoro, nè il vestito più bello. Ora mi ritrovo solo in una stanza buia, malinconica. Non vedo nessuno.
E’ strano. Non ho più paura.
E’ quasi buio.
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