Lire 5000 e altre novità

27 08 2010

Ed eccole qui le nostre promesse 5000 Lire (Lire cinquemila) fresche di stampa!

Per la verità l’agognato traguardo delle 5000 visite è stato raggiunto qualche giorno fa, ma considerando la pausa agostana (che comunque non ci ha impedito di continuare a lavorare per i futuri progetti) soltanto oggi riusciamo a pubblicare un post per festeggiare questo nuovo, piccolo, ma importante traguardo.

..Nel frattempo, dopo Artintensive 2010, stiamo progettando altre bellissime iniziative, esposizioni d’arte, collaborazioni, un po’ di restyling e qualche sopresa per gli artisti che hanno esposto a giugno nelle bellissime Scuderie della villa Borromeo D’Adda di Arcore.

Come sempre potrete seguire tutti i nostri progetti e lo stato dei lavori sulla bacheca di Facebook, su twitter, su Myspace, oppure direttamente sui nostri blog. La scelta è ampia.

Restate sintonizzati, a presto!





Save the date! Save the Art!

22 04 2010

In questi giorni, e nei prossimi, saremo seriamente impegnati in un progetto che crediamo valga la pena di richiedere tutte le nostre forze e le energie che saremo in grado di consumare.

Stiamo organizzando, col sostegno dell’Associazione Villadarcore e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Arcore, Art Intensive 2010, una rassegna di arte contemporanea che si svolgerà il 19-20 giugno presso le scuderie della settecentesca Villa Borromeo d’Adda di Arcore, splendido esempio di “villa di delizia”. La mostra ospiterà una decina di gallerie e prevederà conferenze, eventi collaterali e punti di ristoro.
Cosa c’è di tanto strano? Primo che per una volta l’arte non verrà rinchiusa nei soliti squallidi e asettici capannoni, ma verrà riverniciata a nuovo dagli splendidi colori aerei del parco Borromeo e delle scuderie (ottimamente restaurate), e poi che lo scopo della manifestazione  non sarà semplicemente quello (sacrosanto) di promuovere l’arte e la sua (sacrosanta) commercializzazione, bensì quello di puntare tutti i riflettori sulla rivalutazione e il restauro della villa stessa che con il suo coreografico parco e la pregevole Cappella Vela rappresenta uno dei gioielli artistici della Brianza, e sarà per due giorni la splendida cornice della manifestazione.
 
Da tempo infatti la bellissima dimora settecentesca  è stata abbandonata a se stessa, ed è visibile solamente la parte esterna, molto danneggiata dall’incuria e dai danni degli agenti atmosferici. L’interno è interdetto al pubblico da vent’anni e purtroppo gran parte degli arredi sono stati asportati o gravemente compromessi.
Lo scalone centrale è crollato e sono stati rubati stucchi, decorazioni di ferro battuto e rivestimenti di marmo.
 
E’ come una candela che inesorabilmente si spegne.
 
L’evento sarà dunque senza scopo lucrativo e ci piace considerarlo come la rivincita dell’Arte, con la A maiuscola, perchè possa rinascere una sensibilità più forte verso ciò che di bello e umano ci circonda, e una maggiore consapevolezza del valore del passato e della forza del futuro. Quello che in fondo l’arte vuole insegnarci da sempre.
Estendiamo quindi l’invito a tutti, a chi vive di arte e a chi vive di vita.
   

Invitiamo chiunque sia interessato a visitare il blog della rassegna all’indirizzo http://artintensive2010.tumblr.com/ e a continuare a seguirci sulle nostre pagine.

Save the date, save the Art!





Leggere, leggere, leggere! – il cinema

23 03 2010
Un nuovo capitolo dedicato alla lettura.
Mi permetto di aggiungere,  un bel post..
La macchina da presa dipinge parole e dona colore e forma al loro spirito. Le tinte sono nette; i palazzi, le strade e le persone, anche. Tutto è perfezione, ordine e pulizia. Tutto è sotto controllo. I prati sono verdi e le case bianche. Una mano di vernice anche per il cielo.
Su tutto, il rosso e il nero….




Leggere, leggere, leggere! – la società

21 03 2010

I  libri per gli italiani? Degli sconosciuti. E la lettura? Un’attività noiosa o comunque faticosa.

Scopri perchè..





Leggere, leggere, leggere

20 03 2010

Da oggi dedicheremo un po’  del  nostro tempo e delle nostre idee alla promozione di un evento che ci ha subito colpito positivamente. Leggere, leggere, leggere.

Sicuramente molti di noi lo conosceranno già.

Nel nostro piccolo vogliamo dare all’iniziativa tutta la visibilità che crediamo meriti, impegnandoci  a scrivere sul tema della lettura, proponendo di giorno in giorno nuove prospettive per avvicinarsi al magico oggetto chiamato libro. Abbiamo preparato degli articoli dedicati all’evento, ma anche alla lettura, qualche statistica e novità sugli sviluppi futuri. Naturalmente vorremmo condividere questo bellissimo evento con chiunque possa e voglia partecipare. Pubblicheremo di volta in volta gli articoli sul blog della comunicazione. A questo link

Buona lettura a tutti!





La signora in rosso

20 02 2010

Enzo Ferrari realizzò il suo sogno nel lontano 1947.  Mise insieme un team vincente formato dai migliori progettisti, ingegneri e meccanici del loro tempo, adottò lo stemma di Francesco Baracca che gli era stato donato dalla famiglia stessa, e da allora collezionò una serie infinita di successi sportivi e di splendidi modelli automobilistici che hanno fatto la storia dei motori e del design italiano. Ancora oggi quello spirito trionfa in tutto il mondo

Anche questa è creatività.

 





la strada verso casa

8 02 2010

il curioso mondo editoriale è segmentabile in 3 grandi aree  : quella dei best sellers che tutti hanno sul comodino, quella dei libri impegnati che hanno sul comodino quelli che ‘la sanno’ e quella dei meravigliosi romanzi che nessuno conosce e non si capisce perchè.  uno, tra i milioni, che rientra in questa terza categoria è ‘ la strada verso casa’ di anne d. laclaire. non voglio parlare della trama perchè l’ emozione dello scoprire una storia è intoccabile, ma voglio consigliarvi come leggere questo piccolo capolavoro moderno. prendete quella vecchia coperta che tutti abbiamo nel fondo di una cassapanca o di un armadio. preparatevi una tazza di tè o una cioccolata calda. spengete tutte le luci tranne quella morbida e ambrata di una abat-jour. staccate il telefono. accomodatevi sul vostro lato preferito del divano, aprite il libro e preparatevi ad iniziare un percorso di parole, sentimenti e fantasia che vi accompagnerà per molto, molto tempo.





Diritto d’autore, dovere di libertà

5 02 2010

C’è bisogno di pirateria. Mai come in questo momento c’è bisogno di pirateria.                                                                                                   Sia chiaro, la tutela della proprietà intellettuale è un diritto importante che va rispettato, mentre alcuni atti di pirateria rappresentano un furto e vanno giustamente incriminati. Ma la questione che voglio affrontare si sposta altrove.                                                                                                                             Quali sono i limiti oltre ai quali il diritto d’autore dovrebbe cessare la sua “giurisdizione”? Fino a che punto la tutela giuridica può giustificare una rendita a favore del produttore che crea monopolio, inibisce la possibilità di innovare, restringe il valore sociale di un prodotto e in certi casi reca danno alle persone? Proprio in relazione a queste domande occorre trovare dunque una soluzione per uscire dall’alternativa unica tra pirateria e proprietà, scovando forme di condivisione di conoscenza che non ledano i diritti di nessuno. Ed ecco che la tutela giuridica non sempre è la più efficace. Vediamo perchè.                                                                                                                                                                                                                Innanzitutto un po’ di storia. Basta risalire al secolo scorso per scoprire che i primi pirati furono un certo William Fox e un tale di nome Thomas Alva Edison. Pare proprio che Fox, armato di cinepresa, fuggì alle licenze imposte dai brevetti di Edison (il quale a sua volta fu accusato di rubare musica ai musicisti quando inventò il fonografo) per spostarsi verso ovest e fondare Hollywood. Ora noi ascoltiamo musica dall’I-pod e andiamo spesso al cinema grazie a questi due pirati alquanto improbabili. E la stessa cosa accadde in modo simile con le radio, i film in tv, il file-sharing..Insomma, sembra quasi che dove c’è un pirata c’è innovazione. Non fraintendetemi. Intendo dire che restringendo la facoltà di utilizzare un prodotto, un’idea, un progetto, inevitabilmente viene a mancare la possibilità di sviluppare innovazione da ciò che già esiste. E non solo. La conoscenza non viene divulgata, il raggio d’azione di un’idea positiva non avanza. Il mondo si ferma. A conferma di questa tesi riporto l’esempio della moda. In questo campo i modelli bidimensionali sono tutelati, ma l’oggetto fisico tridimensionale no. Esiste, tollerata, la possibilità di copiare, e per quanto possa sembrare assurdo spiega il successo di questo settore. Ossia, quando un modello viene imitato, penetra più rapidamente nel mercato di massa, facilitando la sua diffusione e generando nuove tendenze. E nuovi mercati. L’innovazione è servita. Fortunatamente, proprio per questo motivo, stanno riscontrando sempre più successo le Creative Commons, speciali licenze che permettono di condividere con altri un bene (sia esso materiale o immateriale) a patto di riconoscerne la paternità originale. Semplice. E’ evidente quindi che le soluzioni inerenti alla tutela della proprietà e ad un uso più libero della conoscenza ci sono.. Ma  qualcosa ancora non va, forse qualcuno non vuole.

Finisco (vorrei proseguire, magari lo farò con un altro post) con uno degli aspetti più ecclatanti (e rivoltanti) di questo annoso problema. Riguarda le case farmaceutiche (o chi per esse) che producono farmaci salvavita immediatamente brevettati. Ciò consente loro di mantenere un monopolio sui nuovi farmaci da sviluppare a cui praticano prezzi elevati, grazie ai quali ottengono licenze e investimenti da capogiro. Nel frattempo migliaia di malati muoiono perchè non possono permettersi cure adeguate. Chi è ora il vero pirata? Chi sta commettendo davvero un furto? Yusuf Hamied è un pirata a capo di un’azienda che dal 2000 ha cominciato a produrre farmaci per paesi in via di sviluppo al prezzo di un dollaro al giorno, rispetto ai 27 dei paesi occidentali. Credo proprio che diverrò pirata anche io.

Bibliografia

Per approfondimenti consiglio due bellissimi libri:                 

1)Punk capitalismo di Matt Madison, ed. La Feltrinelli

2)Creatività in rete, di Francesca Prandstraller e Enzo Rullani, ed. Franco Angeli





Tra arte e scienza

1 02 2010

Ricordo benissimo un’affermazione che il mio docente di matematica, anni fa, fece durante una lezione all’università di Milano. La prima del corso. Senza volerlo, con una battuta semplice e un po’ spiritosa, riuscì a cambiare radicalmente il mio approccio con questa materia  (la matematica appunto) da sempre difficile. Terribilmente difficile.
In pratica sostenne che nella storia dell’umanità l’arte ha sempre e giustamente avuto un ruolo importante, primario, grazie al quale poter cercare un legame con la divinità (o comunque un’entità superiore) e trovare talvolta risposte adeguate alle proprie domande..
Ma allo stesso tempo ci ricordava di riflettere sull’importanza della matematica, della fisica e di tutte le discipline scientifiche senza le quali oggi non potremmo nemmeno muoverci in bicicletta. Il paragone (esibito sempre in termini ludici e con il solo obiettivo di farci conoscere e capire la matematica) fu tra un dipinto di Giotto e l’equazione di Erwin Schrödinger, in virtù della quale in questo momento posso scrivere al computer.
Per me fu una rivelazione, anche se apparentemente banale. Cominciai a studiare con pazienza formule e teorie, comprando libri di carattere scientifico.
Ora, passato un po’ di tempo, sono convinto di un’altra cosa. E cioè che la vera creatività si sviluppa solamente dalla fusione tra arte e scienza, non dalla loro dicotomia.
Michelangelo è universalmente riconosciuto come genio della scultura grazie anche ai suoi meticolosi studi sull’anatomia umana, mentre Leonardo, che dipingeva la Gioconda, progettava macchine volanti sfidando le leggi di gravità.
Ironicamente potremmo anche azzardare che la già citata formula di Schrödinger sarebbe soltanto una serie di numeri e simboli se qualcuno non avesse avuto un po’ di creatività per svilupparla e trovarne la giusta utilità.

E allora..ecco che la nostra equazione prende forma:

                    arte + scienza = creatività.
E credo proprio che possa funzionare a dovere.

..Per la cronaca..Dopo essere sempre stato rimandato a settembre in matematica durante gli anni del liceo, in università sono riuscito a guadagnarmi (non senza fatica) un meritato 28 nell’ esame orale per non frequentanti, con tanto di complimenti del docente.
Ma sono complimenti che, volentieri, rimando al mittente.








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