Ad aprile del 2010 è nato su Facebook un gruppo col nome di Loggia dei Poeti Dadaisti Sintetici che raccoglieva i migliori poeti del novecento: Cutugno, Tozzi, Bertè per citarne alcuni, insieme ad alcuni minori – Penna, Ungaretti, Montale – fino a raschiare il fondo del barile indietro nel tempo, coinvolgendo soggetti tipo Leopardi, Foscolo, Pascoli e Carducci.
In sostanza, il Gruppo si proponeva di creare collages di poesie auliche e di canzoni pop, seguendo esperimenti di derivazione dadaista. Ciascun nuovo iscritto avrebbe dovuto lasciare una poesia in bacheca, con l’unico obbligo di citare le fonti. Erano benvenute ulteriori proposte, possibilmente di matrice Dada o Situazionista.
La citazione delle fonti era richiesta per due motivi: mantenere un certo livello – altrimenti chiunque poteva inventarsi dei versi – e stimolare le persone meno abituate a leggere poesia ad avvicinarsi ai classici. In realtà però credo che il risultato fu l’esatto opposto: furono quelli abituati a leggere i classici che si avvicinarono all’ascolto della musica pop.
Ci siamo accorti che dall’unione dei versi di un Vasco Rossi con un Leopardi nascevano delle combustioni di senso davvero interessanti, a tal punto che il gruppo è arrivato a ospitare circa 450 persone nel giro di pochi mesi: tutta gente senza pelo sullo stomaco e con una famelica e dissacrante voglia di divertirsi. In questa categoria racchiudo le mie dadapoesie – rimanendo aperto a chiunque voglia scriverne altre o mi dia il permesso di pubblicare qui quelle già uscite su FB.
Nino Princi























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