Lo specchio del tempo

27 01 2010

Scrivere di creatività non significa solamente esporre le proprie idee creative (o quelle degli altri), segnalare un evento, oppure partecipare a discussioni sul senso dell’arte ai nostri tempi. C’è di più. C’è che a volte occorre obbligatoriamente fermarsi, dare uno sguardo al passato (perchè come si è scritto nel post precedente l’innovazione nasce e si sviluppa sulla storia) e cercare di capire cosa possiamo ancora recuperare dal “vecchio” per poter migliorare il “nuovo”. Per evitare  quel mis-matching che puntualmente si presenta quando una novità irrompe sulla scena e non viene adeguatamente supportata.
A tal proposito qualche giorno fa, senza un motivo apparente, mi è capitato di ripensare a Frank Lloyd Wright, genio, universalmente riconosciuto come padre dell’architettura moderna. Una delle sue caratteristiche principali, e forse quella che più lo ha contraddistinto, è di aver voluto cercare nei suoi progetti un costante equilibrio tra uomo e natura, uno spazio armonico in cui progettare, costruire e vivere integrando elementi artificiali ed elementi naturali, allontandosi dalla ricerca estetica fine a sè stessa. E contribuendo in questo modo a creare i presupposti per l’architettura organica.
The Fallingwater (la casa sulla cascata) del 1936 descrive meravigliosamente il senso di quanto scritto.
Ecco, io credo che nella progettazione contemporanea questa innovativa interpretazione dell’architettura si sia gradatamente persa per lasciare spazio a creazioni sensazionali, imponenti e all’avanguardia, ma terribilmente asettiche e a volte fuori contesto. Senza trovare un legame con la storia. La casa non assume più il significato dell’accoglienza, ma è solamente un riparo, un ambiente artificiale carico di estetica, ma privo della sua parte umana.
Naturalmente il discorso è generalista (esistono oggi opere, che io adoro, perfettamente immerse nel contesto urbanistico ed esprimono tutta la passionalità e il coinvolgimento dei progettisti) ma in questo caso riesce a prendere valore il pensiero dello stesso Wright, che amava dire: Per Architettura Organica io intendo un’architettura che si sviluppi dall’interno all’esterno , in armonia con le condizioni del suo essere , distinta da un’architettura che venga applicata dall’esterno…”.
Questo è sicuramente un concetto importante non solo per la creatività, ma da riprendere e sviluppare in svariati ambiti.
..Si dice spesso che l’architettura è lo specchio dei tempi..

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