Tra arte e scienza

1 02 2010

Ricordo benissimo un’affermazione che il mio docente di matematica, anni fa, fece durante una lezione all’università di Milano. La prima del corso. Senza volerlo, con una battuta semplice e un po’ spiritosa, riuscì a cambiare radicalmente il mio approccio con questa materia  (la matematica appunto) da sempre difficile. Terribilmente difficile.
In pratica sostenne che nella storia dell’umanità l’arte ha sempre e giustamente avuto un ruolo importante, primario, grazie al quale poter cercare un legame con la divinità (o comunque un’entità superiore) e trovare talvolta risposte adeguate alle proprie domande..
Ma allo stesso tempo ci ricordava di riflettere sull’importanza della matematica, della fisica e di tutte le discipline scientifiche senza le quali oggi non potremmo nemmeno muoverci in bicicletta. Il paragone (esibito sempre in termini ludici e con il solo obiettivo di farci conoscere e capire la matematica) fu tra un dipinto di Giotto e l’equazione di Erwin Schrödinger, in virtù della quale in questo momento posso scrivere al computer.
Per me fu una rivelazione, anche se apparentemente banale. Cominciai a studiare con pazienza formule e teorie, comprando libri di carattere scientifico.
Ora, passato un po’ di tempo, sono convinto di un’altra cosa. E cioè che la vera creatività si sviluppa solamente dalla fusione tra arte e scienza, non dalla loro dicotomia.
Michelangelo è universalmente riconosciuto come genio della scultura grazie anche ai suoi meticolosi studi sull’anatomia umana, mentre Leonardo, che dipingeva la Gioconda, progettava macchine volanti sfidando le leggi di gravità.
Ironicamente potremmo anche azzardare che la già citata formula di Schrödinger sarebbe soltanto una serie di numeri e simboli se qualcuno non avesse avuto un po’ di creatività per svilupparla e trovarne la giusta utilità.

E allora..ecco che la nostra equazione prende forma:

                    arte + scienza = creatività.
E credo proprio che possa funzionare a dovere.

..Per la cronaca..Dopo essere sempre stato rimandato a settembre in matematica durante gli anni del liceo, in università sono riuscito a guadagnarmi (non senza fatica) un meritato 28 nell’ esame orale per non frequentanti, con tanto di complimenti del docente.
Ma sono complimenti che, volentieri, rimando al mittente.

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