In una stanza quasi buia

15 04 2010

Ero famoso, e chissà per quanto tempo lo sarò ancora. Ero un personaggio pubblico, e mi piace pensarlo. Nella vita ho avuto tutto, ho lavorato, ho avuto fortuna. Mi sono divertito.

        —————————————————————————————————————————————-

Ero solo. E solo me ne sono andato. Mi hanno trovato un freddo mattino di dicembre dopo che il proprietario della casa in cui vivevo ha sporto denuncia nei miei confronti perchè non mi gli aprivo la porta. Voleva riscuotere l’affitto mensile.

        —————————————————————————————————————————————-

Tanti amici,  feste, progetti. Mi bastava sorridere, usare le mie doti migliori..un po’ di ingegno..

        —————————————————————————————————————————————-

Godevo di tutta la libertà del mondo. Se volevo fare una cosa, la facevo e basta, non dovevo chiedere il permesso a nessuno. Però..quel giorno..come avrei voluto festeggiare..

         —————————————————————————————————————————————

Mio padre viveva di nobile stirpe, mia madre una ricca ereditiera. Mi hanno fatto studiare.

         —————————————————————————————————————————————

Mio padre era un ombrellaio, riparava ombrelli sostituendo bacchette rotte e manici spezzati, eseguiva anche rattoppi alla stoffa. Lo chiamavano conzapiatterutte. Mia madre ha conosciuto molti mestieri. E forse anche molti uomini. Ma ha saputo amare mio padre. Io ho cominciato come banditore all’età di 12 anni. E poi mi sono sempre saputo arrangiare. Le mie mani, quante rughe.

          ————————————————————————————————————————————–

In questo giorno di nostalgia della vita mi ritrovo solo in una stanza buia, malinconica. Non vedo nessuno. Tremo. Ho paura.

           ————————————————————————————————————————————-

Quando ho deciso di andarmene non ho pensato a nessuno. Non sapevo a chi regalare il mio banco da lavoro, nè il vestito più bello. Ora mi ritrovo solo in una stanza buia, malinconica. Non vedo nessuno.

E’ strano. Non ho più paura.

E’ quasi buio.

Annunci

Azioni

Informazione

3 responses

17 04 2010
melacandela

Quanta solitudine si legge, fra descrizioni ed ombrelli, di pioggia e di stanze vuote! e… complimenti! (altro non aggiungiamo)

19 04 2010
sonoqui

Vorrei sfiorare con una carezza le sue mani e sussurargli parole di conforto.
Dirgli che non è l’unico a trovarsi desolatamente solo in una fredda e buia
stanza. Siamo in tanti a fargli compagnia, aspettiamo solo il nostro turno.
C’est la vie.
Buona serata

20 04 2010
debutsiecle

Carissima, non possiamo sederci ad aspettare illudendoci di qualcosa che non esiste. Hai letto Il Lupo della Steppa? Ci sono dei passaggi fondamentali in quel libro a tal proposito. La sopravvivenza è una lotta, va combattuta tutti i giorni. Spalanchiamo le finestre e urliamo a squarciagola! Tanta gente ci ascolterà;)

Il mio scritto nel particolare parla di una persona sola che paradossalmente si ritrova in una situazione di solitudine finale (la morte, che forse è rimasta un po’ recondita nel significato) che può e sa gestire meglio di altri perchè in fin dei conti è sempre stato abituato a vivere in uno stato simile. Non ha paura. “E’ QUASI buio”. E’ una sorta di riscossa, una rivincita di chi ha vissuto in solitudine, perchè nel giorno fatale saremo tutti uguali e tutti (ahimè) soli. E a quel punto si ribalta la situazione (il personaggio pubblico e ben voluto trema, ha paura). E’ la rivincita degli sconfitti.
Questo è il puro significato.

Un caro abbraccio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: