divenne mito

25 05 2010

Appena entrata, chiusa la porta del suo appartamento con le consuete 4 mandate, Norma Jeane posò le chiavi nel portaoggetti sopra la mensola. Accese la luce, tolse le scarpe di una lunga giornata di lavoro e scalza, senza far rumore, si diresse verso la cucina. Era da poco passata l’ora di cena. Mise a bollire un po’ di acqua sul fuoco, prese una tazza e vi mise dentro il preparato per una tisana. Poi si sedette ad aspettare. Guardò fuori dalla finestra e cercò di osservare il mondo. Quel mondo che  ancora desiderava conoscere. Ripensò come tutte le sere ad un mattino di tanti anni fa. I sogni ancora tutti da colorare. Improvvisamente il fischio del bollitore la riportò in quella stanza silenziosa. Versò l’acqua, bevve qualche sorso di tisana profumata di gelsomino, scaldò le mani appoggiandole sulla tazza e infine, con gli occhi assenti, si alzò per dirigersi verso la camera da letto. L’ ultimo, ennesimo sguardo innamorato rivolto ad un figlio mai nato e poi si distese sul letto. Spense la luce. Divenne mito.

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