maggio davvero

3 05 2012

ti ho riconosciuto subito, per quanto ancora sfuggente nel pretesto di aprile. eri nell’ aria a darmi il bentornato, timido e caldo tra le prime foglie dell’ estate, a sussurrarmi che non aspettavi che me da un anno o giù di lì. ti ho percepito nell’ attimo esatto in cui ho respirato ad occhi chiusi con il volto schiavo di carezze ancora acerbe ma piene di ricordi e promesse. ho seguito il tuo nasconderti vacillante e divertito tra le tigrature dei petali d’ azalea il tuo correre bambino tra le palme ed i giochi di luce. abbiamo parlato senza voce di noi e di quando ci siamo conosciuti e di quando saremo grandi ma solo per dovere e comunque sarà come la prima volta, ci siamo sorrisi, attesi e mancati, e dopo un po’ di vita ritrovati alla fine della pioggia e delle luci di natale. mi inchino a chi ti sta cedendo il passo. che tanto non ho fretta. prendi tutto il tempo perché so che non è ancora tempo, non ancora perché mancano tre giorni al giorno in cui sarai solamente tu, senza più attesa né diluente. per ora resto nel sogno di un fine settimana, scritto e parlato e camminato, fino a che sarai maggio davvero.

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